Lungo la strada…

23 apr, 2011

alleluja! alleluja! alleluja!

Scritto da: Giovanni in: Blog

09 mar, 2011

oggi inizia la quaresima!

Scritto da: Giovanni in: Blog

            Non vi sentite mai stanchi, affaticati, un po’ sterili nelle idee e nell’amare? C’è una bella preghiera che tutti conoscete, di un amico da poco partito che dice :- Quando tutto sembra cancellato, allora parti per l’avventura: apriti la strada con coraggio. Quando ti sembrano cancellati l’entusiasmo, la speranza, l’amore , questi tre sentimenti meravigliosi, allora parti per l’avventura con coraggio. L’avventura della tua vita. Questa vita, oggi, qui, con questi pesi. Questa materia con cui si costruisce il miracolo di una cattedrale di gioia- (G.Basadonna).

foto 053

            A volte viviamo l’esperienza di una delusione strisciante, di una banalità crescente, di una superficialità nei rapporti. E così ce ne andiamo, delusi davvero. Tutto ciò che appariva promessa e sogno è come svanito all’orizzonte. Non resta che ritornare ad abitudini che sembrano dare una certa sicurezza, ma che uccidono la speranza e l’entusiasmo. Non c’è più nulla che faccia “ardere il cuore”. e così te ne vai sfiduciato. Ma una voce ti chiama per nome, grida il tuo nome e allora ti fermi e ti volti di scatto, dietro di te il tuo mondo, i volti degli amici, delle persone care, di tutti coloro che hai incontrato che ti seguono, a distanza, scoraggiati come te. E tra loro e la tua vita un viandante. Lo riconosci dalla bisaccia ( dallo zaino!), dal volto sereno. Si fa vicino e ti chiede cos’hai? E allora tu gli apri il cuore, non sai bene perché, gli racconti dei tuoi sogni delusi, dei tuoi progetti frustrati. E lui sta ad ascoltare. Poi prende la parola e ti racconta come un Uomo-Dio sia sempre stato vicino a te, non ti abbia mai abbandonato. E il cuore si scalda, il respiro diventa affannoso: non è stato tempo perso! Nulla è stato dimenticato. Neppure un bicchiere d’acqua. Allora tutto acquista un senso nuovo. Anche la delusione e la stanchezza.

Ho camminato lungo un sentiero di notte, sotto una pioggia intensa e continua, di quella che ti penetra nelle ossa, per raggiungere ad un paio d’ore di distanza un amico che, forse, mi attendeva. La sera prendeva piano piano il sopravvento sul chiarore del giorno e tutto diveniva grigio e buio. Il sentiero si inerpicava sul monte. Compagni solo qualche paio di occhi rossi e stupiti lungo la strada di veder un uomo in cammino. Buio, timore, silenzio assordante. In mano un rosario (neppure una torcia…) da sgranare per i propri cari, per gli amici, per i ragazzi, per gli incontri della giornata, poi, pian piano, in modo automatico per ritmare il passo. E la pioggia che ti fa da compagna. Occasione per compiere una revisione del cuore, un ripasso di speranza e di gioia, un riepilogo di parole che diano un senso. Ho sbagliato sentiero e così le due ore diventano tre. Sono fradicio, ma nel cuore c’è una pace! I sentieri della vita che ho percorso, molte cadute, tanti incontri, gioia e fatica, dolore e distacchi. Poi una luce minima in lontananza. Il casolare dove sei accolto e abbracciato. “Resta con me perché il giorno già volge al termine!” L’incontro , l’affetto di una tazza di brodo caldo, una coperta asciutta davanti al camino e una preghiera insieme. “Ora la notte splende di luce, ora la croce segna vittorie, il sepolcro è vuoto. Migrare verso la gioia, affrontare sé stessi e non aver paura…”

            C’è un tempo nell’anno che ci viene donato. Quaresima! Quaranta giorni per riscoprire che il Viandante che ti chiama per nome è capace di scaldare il tuo cuore, anzi di farlo ardere di sogni grandi ed immensi. Resta con noi Signore! ogni giorno della vita non abbandonarci! La Quaresima, per alleggerire il peso dei giorni, per camminare sereni nella notte, nell’attesa dell’alba che è vicina. Un giorno nuovo, inaudito di Dio, che vince la morte e dona la vita!

Qualche spunto per camminare, per volere (necessario è volerlo!) guardare in alto, sopra i tetti delle nostre città ed abitudini, per incontrare la novità di Dio. “Viene il terzo giorno, e una mattina o una sera, o forse meglio ancora una notte, ad una svolta della strada , o in un giardino , o nel silenzio della mia stanza, l’incontro avverrà, sarà come e quando Lui vorrà. A me basta desiderare, e aspettare. E lo riconoscerò, grazie a due segni che non ingannano: un timore che fa battere il cuore e  una trepidazione da amante, ma che non è paura, e una gioia che dilaga dentro, umile e forte. Prima di risorgere Egli è disceso agli inferi, nel fondo oscuro della storia, della mia storia, per dar energia e direzione verso la luce, l’amore, la libertà. Se io comincio a pensare che nelle profondità della mia carne, nelle parti più oscure del mio essere, Egli è disceso per illuminare e trasfigurare, per risuscitare amore e bellezza, allora anch’io partecipo della resurrezione di Cristo che risorge per l’eternità dal profondo del mio essere.” (E. Ronchi) Vita che germoglia, che risuscita, che è di nuovo mia!

 

                                               Buona Quaresima e Buona Pasqua!

29 gen, 2011

Amici!

Scritto da: Giovanni in: Blog

Carissimi amici! E’ il tempo ordinario quello che stiamo vivendo, fatto di tante piccole cose, di tanti piccoli o grandi impegni…viviamolo con amore e disponibilità ad incontrare il Salvatore dentro alla quotidianità di atti che , se vogliamo, diventano occasione di salvezza per noi e per il mondo intero.

un abbraccio!

gio+

25 dic, 2010

25 dicembre, s. Natale di Gesù

Scritto da: Giovanni in: Blog

auguri comitato

“La verità è germogliata dalla terra e la giustizia si è affacciata dal cielo

Svégliati, o uomo: per te Dio si è fatto uomo. «Svégliati, o tu che dormi, destati dai morti e Cristo ti illuminerà» (Ef 5, 14). Per te, dico, Dio si è fatto uomo.

Saresti morto per sempre, se egli non fosse nato nel tempo. Non avrebbe liberato dal peccato la tua natura, se non avesse assunto una natura simile a quella del peccato. Una perpetua miseria ti avrebbe posseduto, se non fosse stata elargita questa misericordia. Non avresti riavuto la vita, se egli non si fosse incontrato con la tua stessa morte.

Saresti venuto meno, se non ti avesse soccorso.”

(S. Agostino)

A tutti voi che avete camminato in questo tempo di Avvento conceda il Signore Gesù che viene nel mondo la serenità e una vita piena!

AUGURI DI CUORE e una preghiera speciale!

p.giovanni+

Breithorn Occ 011

Verrà, una sera in cui nessuno più l’attende, Può darsi. Chiamato per nome Qualcuno trasalirà.

Al cuore senza memoria sia accordato un tempo perché si ricordi.

Verrà, una sera simile a questa. Può darsi. A oriente, davanti a lui. Il cielo si accenderà.

Al povero andate a dire che tutto si compirà secondo la promessa.

Verrà, una sera in cui tira aria di sventura. Può darsi. Quella sera, sulle nostre paure, l’amore prevarrà.

Gridate a tutti gli uomini che nulla è compromesso della loro speranza.

Verrà: Una sera, sarà l’ultima sera del mondo.

Dapprima in silenzio, Poi esploderà l’inno. Un canto di lode

Sarà la prima parola In un’alba nuova.

23 dic, 2010

23/12 Giovanni è il suo nome!

Scritto da: Giovanni in: Blog

        DSCN0033    Quando qualcuno mi chiede: perché ti sei fatto prete? Non so bene cosa rispondere…c’è un tempo nella vita, nella mia vita in cui ogni cosa aveva perso il suo sapore. Parole come gioia, tristezza, felicità, disillusione non avevano più alcun sapore. Allora mi sono chiesto: che cosa devo fare? E da lontano, un passo dopo l’altro, amici si sono fatti vicini. Ho ricominciato a sognare, a veder crescere l’alba e colorarsi il tramonto. A percorrere vie nuove che neppure immaginavo, ad esempio la strada dello scoutismo, e piano piano ho ripreso a pregare. Signore che cosa vuoi da me? La risposta è stata delicata e decisa:seguimi! Vieni! Il timore grande, sarà proprio la mia strada? dubbi, incertezze, litigate in casa…nel cuore la certezza che “bisognava” andare…e allora via…studio “clandestino” per un anno in seminario, tanto da laurearsi e far contenti a casa. La vita nuova in comunità, la preghiera che diventava sempre più costante, lo studio della natura e di quel Dio che mi aveva catturato, che mi ha innamorato, pazzo di me e della mia debolezza! Così mi sono ritrovato disteso a terra un pomeriggio di primavera certo solo di una cosa: dovevo fidarmi di Lui e… non importava e non importa dove segue la strada. Così, sono stato vinto, mi sono innamorato follemente di Lui………

DSCN0026Cari amici, costruite la vostra casa sulla roccia, come l’uomo che “ha scavato molto profondo”. Cercate anche voi, tutti i giorni, di seguire la Parola di Cristo. Sentitelo come il vero Amico con cui condividere il cammino della vostra vita. Con Lui accanto sarete capaci di affrontare con coraggio e speranza le difficoltà, i problemi, anche le delusioni e le sconfitte. Vi vengono presentate continuamente proposte più facili, ma voi stessi vi accorgete che si rivelano ingannevoli, non vi danno serenità e gioia. Solo la Parola di Dio ci indica la via autentica, solo la fede che ci è stata trasmessa è la luce che illumina il cammino. Accogliete con gratitudine questo dono spirituale che avete ricevuto dalle vostre famiglie e impegnatevi a rispondere con responsabilità alla chiamata di Dio, diventando adulti nella fede. Non credete a coloro che vi dicono che non avete bisogno degli altri per costruire la vostra vita! Appoggiatevi, invece, alla fede dei vostri cari, alla fede della Chiesa, e ringraziate il Signore di averla ricevuta e di averla fatta vostra! %

(Benedetto XVI. Messaggio per la GMG di Madrid 2011)

21 dic, 2010

21/12 Beata Colei che ha creduto…… (Lc 1, 39-45)

Scritto da: Giovanni in: Blog

6 102Come le radici dell’albero lo tengono saldamente piantato nel terreno, così le fondamenta danno alla casa una stabilità duratura. Mediante la fede, noi siamo fondati in Cristo (cfr Col 2,7), come una casa è costruita sulle fondamenta. Nella storia sacra abbiamo numerosi esempi di santi che hanno edificato la loro vita sulla Parola di Dio. Il primo è Abramo. Il nostro padre nella fede obbedì a Dio che gli chiedeva di lasciare la casa paterna per incamminarsi verso un Paese sconosciuto. “Abramo credette a Dio e gli fu accreditato come giustizia, ed egli fu chiamato amico di Dio” (Gc 2,23). Essere fondati in Cristo significa rispondere concretamente alla chiamata di Dio, fidandosi di Lui e mettendo in pratica la sua Parola. Gesù stesso ammonisce i suoi discepoli: “Perché mi invocate: «Signore, Signore!» e non fate quello che dico?” (Lc 6,46). E, ricorrendo all’immagine della costruzione della casa, aggiunge: “Chiunque viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica… è simile a un uomo che, costruendo una casa, ha scavato molto profondo e ha posto le fondamenta sulla roccia. Venuta la piena, il fiume investì quella casa, ma non riuscì a smuoverla perché era costruita bene” (Lc 6,47-48). %

20 dic, 2010

20/12 Eccomi sono la serva del Signore… (Lc 1,16-38)

Scritto da: Giovanni in: Blog

Breithorn Occ 006Quando entriamo in rapporto personale con Lui, Cristo ci rivela la nostra identità, e, nella sua amicizia, la vita cresce e si realizza in pienezza. C’è un momento, da giovani, in cui ognuno di noi si domanda: che senso ha la mia vita, quale scopo, quale direzione dovrei darle? E’ una fase fondamentale, che può turbare l’animo, a volte anche a lungo. Si pensa al tipo di lavoro da intraprendere, a quali relazioni sociali stabilire, a quali affetti sviluppare… In questo contesto, ripenso alla mia giovinezza. In qualche modo ho avuto ben presto la consapevolezza che il Signore mi voleva sacerdote. Ma poi, dopo la Guerra, quando in seminario e all’università ero in cammino verso questa meta, ho dovuto riconquistare questa certezza. Ho dovuto chiedermi: è questa veramente la mia strada? È veramente questa la volontà del Signore per me? Sarò capace di rimanere fedele a Lui e di essere totalmente disponibile per Lui, al Suo servizio? Una tale decisione deve anche essere sofferta. Non può essere diversamente. Ma poi è sorta la certezza: è bene così! Sì, il Signore mi vuole, pertanto mi darà anche la forza. Nell’ascoltarLo, nell’andare insieme con Lui divento veramente me stesso. Non conta la realizzazione dei miei propri desideri, ma la Sua volontà. Così la vita diventa autentica. %

19 dic, 2010

19/12 Giuseppe figlio di Davide non temere! (Mt 1,18-24)

Scritto da: Giovanni in: Blog

4°Domenica di Avvento.02012009075

La prima immagine è quella dell’albero, fermamente piantato al suolo tramite le radici, che lo rendono stabile e lo alimentano. Senza radici, sarebbe trascinato via dal vento, e morirebbe. Quali sono le nostre radici? Naturalmente i genitori, la famiglia e la cultura del nostro Paese, che sono una componente molto importante della nostra identità. La Bibbia ne svela un’altra. Il profeta Geremia scrive: “Benedetto l’uomo che confida nel Signore e il Signore è la sua fiducia. È come un albero piantato lungo un corso d’acqua, verso la corrente stende le radici; non teme quando viene il caldo, le sue foglie rimangono verdi, nell’anno della siccità non si dà pena, non smette di produrre frutti” (Ger 17,7-8). Stendere le radici, per il profeta, significa riporre la propria fiducia in Dio. Da Lui attingiamo la nostra vita; senza di Lui non potremmo vivere veramente. “Dio ci ha donato la vita eterna e questa vita è nel suo Figlio” (1 Gv 5,11). Gesù stesso si presenta come nostra vita (cfr Gv 14,6). Perciò la fede cristiana non è solo credere a delle verità, ma è anzitutto una relazione personale con Gesù Cristo, è l’incontro con il Figlio di Dio, che dà a tutta l’esistenza un dinamismo nuovo. %

Eccomi!




    p. giovanni

    Ciao a tutti e Benvenuti!

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